Non ha nome….

Lei è così, non ha definizione ne un nome particolare, sa bussare in maniera delicata, e si presenta come un amica con cui convivi da sempre, a volte uso chiamarla malinconia,altre volte tristezza ed altre ancora forza.

Ha una caratteristica particolare, sa far fermare i pensieri ed il suo tempo, si perché essendo intuitiva, fa si che iniziando a dialogare con se stessa, Lei non lascia spazio ad altro,ed allora la sua immensa forza è quella di farmi proteggere da me stesso e da tutto quello che intorno ruota, tra positivo e negativo, facendo sì che ogni cosa perda di significato razionale, e questo permette che poi riprendendo tutto da dove lasciavo, la lucidità acquisisce coraggio e tutto viene elaborato con quello spirito giusto che da leggerezza alle cose.

Mentre l’assorbi quasi vorresti condividerla con chi ami o a cui vuoi bene, ma in fondo sai anche che questo è impossibile, perché siamo tutti così diversi l’uno dall’altro,che rischi solo di sembrare “pesante” e questo non è l’identificazione di quanto scrivo in quest’articolo!

Così in poche parole, spesso scrivere aiuta,più che parlare!

In certi perché…..

Non lo so perché, ancora me lo chiedo, ma in fondo a tante situazioni o comportamenti non hai sempre un perché.

 In fondo il chiedersi, può anche rispecchiarsi in una forma di non accettazione di coloro, che non sanno chiedersi del perché, bisogna infrangere qualcosa che creata con successo, si debba poi smontare totalmente per poi ricostruire con i loro perché.

Non voglio esclusivamente parlare del prossimo, voglio parlare o scrivere dei miei limiti nei perché, voglio far sì che l’errore sia il mio nell’identificare quella strana forma d’ipocrisia che gli altri lasciano intravedere in quella quotidiana normalità.

Sarà che alcuni sentimenti non rientrano nel mio modo di pensare e di comportarmi, ed allora forse l’errore sono io, si perché quando vedi, un gruppo che con successo, porta avanti idee e raccoglie consensi, per un intera comunità,il mio chiedermi perché sfaldarlo? riconducendolo poi a gelosie, ipocrite, e manipolazioni delle persone per il mero diritto ai meriti o alle invidie?!…..

Credo che le capacità dell’essere un leader, sia anche nel farsi leggermente odiare, o magari criticare, l’importante però è saperne riconoscere le qualità, e per far questo, l’ unico modo è saper guardare gli eventi fatti nel tempo e costruiti con dovuta maestria.

 Solo questo può essere secondo me il modo per poter dire bravo o non bravo, e non attaccare sul personale un carattere che possa piacere o non! Il resto forse fa parte di una schiera di persone che ha ben altro da guardare o fare. 

Capisco che per alcuni la conoscenza della semplicità sia imbarazzante, per chi come loro ha bisogno di cinismo o potere. lL leggera o enorme distinzione nel saper comandare forse è propria questa, un buon leader raggiunge i suoi risultati insieme agli altri, un leader cinico li raggiunge per se stesso imponendoli agli altri.

Creare delle spaccature all’interno di una squadra di successo, significa non saper lavorare insieme, e nella naturalezza delle cose, il successo non farà mai parte di coloro che non formano squadra intorno al proprio leader, in particolare modo se voluto da loro, cercato da loro, eletto da loro….per questo i miei perché risiedono un po’ oltre il semplice risultato dell’egocentrismo e si mettono ad osservare atteggiamenti e comportamenti poco nobili, almeno per me!

Forse questi perché per tanti sono solo elucubrazioni mentali senza risposte, o magari per altri sono semplicemente riflessioni che hanno il “potere” di saper raggiungere il famoso risultato chiamato in causa per essere un “vincente” anche senza titoli, ma solo meriti!

Ecco “perché ” poi in fondo parlare di se stessi ,può significare anche non essere mai come alcuni, e dirsi, la bellezza risiede nei modi di fare, perché quelli dell’essere si possono improvvisare, ma il fare è come il costruire, e se costruisci bene, il tempo sempre nobile nelle sue risposte te ne darà atto, altrimenti sarà spietato, e ti giudicherà più di coloro che tu hai giudicato!

Come d’ istinto….

Siamo cosi, spesso siamo abituati a pensare di essere invulnerabili, cerchiamo l’ ascolto, ma in fondo spesso non ci rendiamo conto che non sappiamo ascoltare, ed allora impegniamo il nostro tempo e la nostra energia, a cercare di essere utili non per gli altri, ma  per noi stessi, perchè questo, per alcuni è un modus vivendi, mentre per altri è inconcepibile che ci si possa donare tanto.

Ho imparato nel corso della vita che donare spesso è fonte di egoismo, il concetto disinteressato per arricchire l’ anima, ma in fondo la libertà di pensiero equivale a tutti e per ognuno, quindi se  non  si concepisce questo, ho imparato e capito, che rispettare i punti di vista altrui, e le prospettive del prossimo è regola, la cosa importante che gli altri abbiano rispetto dei miei.

Poi come d’ istinto e di getto, mi ritrovo a sfogare parole di uno strano stato d’animo, dove lo scrivere, spesso mi da risposte a domande che non ne hanno, e ricercarle in altri, è l’ errore peggiore. Come d’ istinto leggo pensieri che si accavallono e in quella che è una mia strana caratteristica,volteggio in strane considerazioni piene di dubbi, dove la migliore regola potrebbe essere fregarsene, ma haime non son capace, e anche volendo snaturararmi, non credo che ci riuscirò mai, poi sempre seguendo l’ istinto, esprimo emotive sensazioni che di colpo, mi portano ad una realtà che meno mi piace e quindi mi soffermo con concetti, cercando di dare un senso ad atteggiamenti che non concepisco, ma in fondo lo citavo sopra, il rispetto è alla base di ognuno ed anche del mio, per come altri si comportano e pensano. E poi come dire, l’ autostima credo che debba avere delle caratteristiche umili, ma ambiziose, che sappia come comportarsi e non improvvisare, e sopratutto che sia sana, perchè anche mostrarsi fragili ha le sue verità, ed anche quelle a lungo andare si rilevano per quello che sono.

..concludo cosi….

Una cara persona nella giornata di ieri, mi diceva questa cosa di cui amerò farne tesoro….” Voglio insegnare ai miei figli di essere sveglio e non furbo”….la sostanziale differenza che il furbo tende in particolar modo a non avere attenzione al prossimo, anzi se può, lo trascura per suo mero interesse, lo sveglio invece sarà sempre colui che farà attenzione al furbo, e rispetterà sempre il prossimo, e le sue vittorie migliori le prenderà prorpio sui furbi che non hanno rispetto per nessuno, se non che per loro stessi!

 

 

 

 

Insinuarsi….

insinuarsi

Esiste un modo di farsi sentire, almeno per alcune persone, è quello della simbiosi.

Essere e restare in una stessa lunghezza d’ onda, piena d’ energia, in una linea quasi unica, da far si che la presenza sia costante,  come un pensiero che non sia fisso, ma costante, leggero, ma intenso, ricco ma libero…insinuarsi tra le pieghe del tempo, di chi sa mostarsi interessato non al tuo corpo ne alla tua anima, ma semplicemente a quella completezza che compone l’ essenza di ogni individuo.

Sembra sfiorare i sensi, colei che attentamente sa insinuarsi con leggera freschezza, verso le pieghe di ogni piccola insenatura, saperlo fare non è arte della conquista, è semplicemente interesse reciproco, per questo si accoglie, e ci si sente accolti, il resto è un fattore temporale, composto da eventi che avranno la loro durata, o non smetteranno mai di iniziare.

Insinuarsi, quel modo cosi leggero di sapersi innamorare del tempo nelle persone!

Veli….

Deriva in ognuno di noi, e sa farci compagnia sia nelle situazioni che nella vita. La verità assoluta, non credo che esista per nessuno, ma la verità velata, ha sempre un suo perchè.

Inoltrandomi in tante letture, piuttosto che nelle svariate esperienze, errori, situazioni o persone, ho imparato che la bugia è parte integrante in ogni individuo, dalla bugia puoi capire tante cose di qualcuno, o non capire o percepirne nulla, il grado d’ interesse che si ha per questa persona è fondamentale. Leggendo, assistendo, ho anche toccato con reale intuizione, discorrendo con chiunque, quasi a far sembrare tutto una sorta di interrogatorio, si può percepire molto di più dalle bugie di un interlocutore, che dalle sue verità. La sfaccettata personalità, di chi sa esser bravo a dire bugie, sarà molto più interessante delle sue verita, e questo lo si acquisisce alla fine del discorrere, perchè come citavo sopra….i veli, sono come i vedo non vedo, e proviamo ad immaginare il fascino della trasparenza che non significa nudo…ecco perchè una verità velata da bugia è molto più affascinanate di una donna scontata!

Il sentire….

Poi cosi, quasi per caso ci si accorge di se stessi, “sentendo” o magari “ascoltando”, lo si fa senza accorgersene, tra un ciclo di tempo, ed un fare, mentre percorri naturalezza e semplicità di chi sa farsi ascoltare, e questo rende tutto cosi innovativo, da sembrare quasi sempre un inizio. Ti capita in una giornata di festa, tra entusiasmo e voglia di far divertire, di incontrare….si di incontrare, e a quel punto di iniziare una strana quotidianità, che oserò chiamare “ascolto”.

Lei, profumava di “vita”, i suoi principali tratti, erano sguardi da interpretare, ma profondi e taglienti, come il suo sorridere, riusciva ad inciampare con naturalezza, e sembrare allo stesso tempo donna, come la “vita” ha saputo insegnarli.

Lentamente e curiosamente, sapeva esplorare il suo tempo, e quando voleva,sapeva farsi sentire, altre conosceva il modo di schermarsi, ma poi in fondo la sua schiettezza, era il sinonimo della sua bellezza. Camminando di giorno in giorno, non parlava mai di futuro, ma sapeva vestire di presente il tempo, e questo l’ ha resa, coraggiosa tra scelte e paure, certezze e dubbi, ma di sicuro libera come la “vita” sa insegnare.

Tra un sentire ed un ascoltare, rendeva innovazione al modo di saper essere, facendo(si)mi conoscere molto meglio di come mai avrei pensato, ora sentirla, significa ascoltarla…Lei….quella strada tra tempo e persone a cui do sempre un nome che parla di Lei….”vita”….da saper sentire in ognuno di noi stessi!

 

 

 

 

 

 

 

 

Saper essere diversi…..

Si sa ognuno è, e spesso quello si è, mi piace però constatare quante prospettive diverse possono esserci a secondo di chi sa osservarci o ascoltarci, e percepire questo mi rende umile.  Si saper intravedere qualcosa dal prossimo, che sia interessante per me ascoltare, fa si che si possa essere diversi.

Il tutto deriva da comportamenti, atteggiamenti, o magari eventi da condividere, e spesso quello che sembra una critica, può divenire qualcosa di estremamente costruttivo per me stesso e per la persona con cui condividi qualcosa, ecco perché il saper essere diversi può significare a volte crescere, grazie a qualcuno che senza saperlo, può volere solo il tuo bene!