Tra padre e figlio….o figlio e padre….

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I figli sono come gli aquiloni: gli insegnerai a volare, ma non voleranno il tuo volo. Gli insegnerai a sognare, ma non sogneranno il tuo sogno. Gli insegnerai a vivere, ma non vivranno la tua vita. Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

Madre Teresa di Calcutta

Un connubio cosi naturale, è questo quello che dovrebbe essere il rapporto tra padre e figlio o viceversa, invece spesso si tramuta o si trasforma in qualcosa di cosi ambiguo e strano, da cerare quella distorta competizione che usano fare gli uomini.

Oggi che sono padre, sempre di più mi convinco, che con un figlio prima di essere padre, devi saper essere complice, nel tempo creare quel rapporto che sottile sfiora i legami che possono esserci come con un amico, anche se un figlio non deve interpretare il proprio padre come un amico, in fondo creando un equilibro cosi sottile tra i due, di sicuro ci sarà quella lealtà che resta fondamentale nei sentimenti, creando un rapporto costante di crescita tra confronto e regole.

Mio padre era un personaggio strano, molto sicuro di se, ma allo stesso tempo fragile e debole, da creare della sua vita, un totale naufragio e fallimento. Una persona buona per carità, ma questo non può giustificare il non rispetto per gli altri, e sopratutto la non capacità relazionale con i propri cari, che conoscendolo hanno fatto di tutto per “salvarlo”, me compreso.

Ho speso queste parole, poiché oggi che io a mia volta son diventato padre, prima di una ragazza e di un ragazzo, che oggi che son grandi, vedo in loro quello che io ricercavo in un padre, la voglia di ascolto, o la timida richiesta della regola o della non regola, o ancor meglio, insieme ci si racconta fin dove è possibile o giusto spingerci per conoscersi meglio di giorno in giorno…per questo sopra citavo, le relazioni o rapporti sottili tra equilibrio ed errori da commettere insieme per crescere entrambi, e far si che loro siano la traccia migliore del nostro futuro.

 

Persone…..

Esistono persone in ognuno di Noi che usano lasciare un segno, a volte si ha la fortuna di averle come riferimento, altre volte restano amiche, anche se non presenti, ma comunque sono quelle persone che denominiamo ” pensiero e ricordi, per star bene”.

Queste persone, arrivano nella nostra vita, e senza saperlo, tra comportamenti propri, o magari eventi inaspettati, condividono con noi il tutto, lasciando  segni indelebili, che spesso si identificano come dicevo sopra, ed allora quando hai ricordi di quel tempo, non sarà mai uno sgradevole ricordo, guardarle in delle foto, incontrarle per caso, o avere quel minimo di rapporto o relazione, sarà duraturo per sempre.

Purtroppo però, come ben tutti sappiamo, esiste anche un lato che emerge nel tempo, di chi frequentiamo o che facciamo entrare nella nostra vita, ed è quello dei comportamenti, e sopratutto quando si raggiunge un età adulta, o si è adulti, il comportamento ed il modo di relazionarsi, ha poche regole,  semplici per far si che il tutto sia vestito da valori, “la correttezza, la sincerità, ed il rispetto”.

Pensando ad alcune mie esperienze, che ad oggi mi hanno fatto conoscere ed incontrare tante persone, ed avendo ormai un età, dove l’ identità e la crescita per quel che mi riguarda, avrà sempre qualcosa da acquisire, ho scoperto che un amico sarà sempre un amico, anche se lo deluderai o lui deluderà te, che una donna sa amarti per quello che sei, e non proverà a cambiarti, ma a migliorarti facendoti riconoscere quelle fragilità che solo Lei potrà guardare, a differenza di altre che ha 30 “40” o qualsiasi altra età, non saprà mai amare, ne amarti, perché l’ unico amore che proverà nella vita è quello per i suoi bisogni, e come ben si sa, l’ egoismo non è sentimento utile all’ “amore”, quindo tali donne, non sanno amare neanche se stesse, come rispettare e rispettarsi!

Queste righe assemblate, vogliono o volevano essere un ricordo positivo, ma purtroppo mi rendo conto che non sono altro, che un pensiero indifferente, proprio per quelle persone, che poi divengono “gente”,e che magari le guardi oggi, incontrandole per caso, e guardi che quella maturità, anagrafica che hanno raggiunto, le porterà semplicemente ad essere gente tra le persone, ed accantonarle con chi come loro, non ha codici comportamentali ne relazionali, ma solo falsità opportunistiche che li ridurrà, il peggio di quello che già sono!

Il mare…..

Il silenzio del mare si ascolta, come si ascoltano i silenzi con se stessi, il suo potere è quello di farsi ammirare, ascoltando la sua immensa natura, sa comporsi di colori e suoni ogni volta diversi, ed anche il più ambiguo silenzio si trasforma in piccole onde, che tra movimenti eterni, ci sussurra di come possa essere immensa la sua misura, senza fine…. Soffermarsi con Lui, è come accompagnarsi con un ampia prospettiva, poiché i suoi orizzonti sono invisibili al di là della nostra immaginazione.

Sara per questo che ogni volta che ho bisogno un po’ di me stesso, non faccio altro che sedermi davanti a lui, ed ammirarlo di come sa farsi ascoltare!

Intraprendersi…….

Intraprenderi
Iniziare curiosamente a capire:
Questo è quello che capita ogni volta che ci si intraprende, il tempo si compone come una strada, e per quanto ci sembra normale,scontato, a volte costruito, tutto invece diviene nuovo, come le sensazioni, il benessere e la voglia di scoprire cosi ci sia di cosi nuovo in qualcuno che ha reso curiosità.
Può capitare in un casuale incontro, in un osservare qualcosa di qualcuno, in un parlarsi senza conoscersi, in un iniziare, intraprendendo qualcosa senza significato o pieno di significato….
…esiste sempre una metafora, che amo racchiudere nella parola,,,,”vita”….
Ogni percorso composto da “tempo” di ognuno o condiviso con qualcuno, è qualcosa di nuovo da intraprendere come si fa in una strada che non sai dove ti porterà, ma dal momento che scegli di percorrerla, insegnerà qualcosa di nuovo, come sa fare la vita ogni volta con le sue esperienze.

Le spalle di qualcosa che sia meglio lasciar camminare…..

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Girovagando su internet, tra un social e l’ altro, cliccando su di un link, che velocemente mi trasporta da una pagina all’ altra, mi imbatto in un una foto cosi…bella, ed immagine piena di significato,almeno per me, in una giornata come quella di oggi, dove l’ inaspettato tempo, mi mette per l’ ennesima volta alla prova.

La osservo, mi ci soffermo e guardando la sensualità di questa foto, ci guardo del tempo, magari trascorso, conosciuto, dove la bellezza mi ha reso quel qualcosa in più che mancava alla mia personalità, dove aver vissuto tanta beltà, ha significato anche fare i conti con qualcosa di sconosciuto, che ha sfaccettato i miei equilibri, ed ha fatto mettere in discussione tutte le mie considerazioni sul viverSi in quel tempo presente, che vuoi o non vuoi, segna qualsiasi futuro, per tante ragioni inaspettate dove i rischi erano quelli vissuti, ma che poi divengono diversi quando ci vai a convivere e metabolizzarli.

Ecco perché mi viene in mente qualcosa come “Le spalle di qualcosa che sia meglio lasciar andare”. Ci denoto bellezza di qualcosa a cui sensibilmente tengo, come una donna dalle sue forme sinuose, ed elegante sensualità, che identifica quel tempo delle emozioni che solo universi cosi diversi da noi uomini possono creare, andando ad identificare la completezza di due esseri che tra sensazioni emotive, danno al tempo qualcosa di unico, che non tornerà più, se non che nella loro unione, non sempre compatibile o possibile, ed allora è meglio ….lasciarl(a)o andare quel determinato tempo!

Pezzi di tempo che vanno…..

Era il tempo del motorino e delle prime ragazze da conoscere, era il tempo dei sabati pomeriggio fatti per esplorare il centro, mentre tra una risata e tanta voglia di vivere, si cercava carisma e moda per essere tra quelli giusti o magari un pò maldestri, ma che in fondo si distinguevano per i loro modo un pò sfacciati e mai maleducati, era il tempo delle lampade per essere sempre abbronzati, con i capelli lunghi si sostava davanti al Piper per far si che tutti ci si potesse conoscere, era quel tempo dell’ adolescenza Romana, dove la moda era anche quella di crescere tra cori allo stadio e guerre che non servivano a nessuno, se non che a noi stessi per farci capire che tutto era sbagliato, era il tempo degli esperimenti e coraggio per non tirarti mai indietro da nulla, ma che ti aiutavano a scegliere quale strade intraprendere….quei pezzi di tempo, che vivi con degli amici e persone con cui poi, ti ritrovi di anno in anno e di tempo in tempo, e se anche magari ti perdi di vista, perché le cose cambiano e la vita con loro, sai che loro sono pezzi di tempo che ogni volta rivedrai e saranno risate, racconti per dirci che alla fine siamo stati bravi e fortunati…poi arriva quel giorno che tra di noi ci si chiami, e ci si dica….”sai è un peccato ma non ce l’ ha fatta”, ed allora dispiaciuti ci si racchiude a parlare di quel pezzo di tempo che ogni volta sembra quasi spezzato da un amico in meno, ma da un legame che non sarà mai dissolto!

I capitoli…nel tempo

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Ed un altro anno mi saluta, quest’ anno come non mai, da giorni ho un immagine nitida e chiara da cosa è stato rappresentato questo tempo che come ogni volta sa identificarsi in cicli quotidiani fatti da ore e giorni, perché in fondo l’ uomo inventò il tempo per far si che sia eternamente perpetuo.

L’ agenda di questo tempo, anno, che per forza di cose devo identificare nel 2018, mi ha fatto accogliere e superare la soglia dei 50 anni, ho scoperto altri limiti razionale che ogni fisico e corpo porta con se, mi ha fatto mettere in discussione per l’ ennesima volta tutte le mie capacità professionali, mi ha fatto conoscere persone belle e brutte come ogni ciclo temporale prevede. Ho scoperto ancor di più una parte dei miei sentimenti e delle mie emozioni, grazie a chi ha fatto parte di questo 2018, mi ha donato l’ ennesima conferma su me stesso, che non rimpiange mai nulla di quello che è stato o vissuto, perché anche grazie a grandi errori su persone o altro, sono quello che sono, rimanendo semplicemente colui che non cambierà grazie  a ferite di altri.

Per concludere, dopo aver riflettuto per giorni su ogni qual volta si debba pronunciare la parola “fine”….questo fine anno come tutti gli anni che per ora ho vissuto e vivrò, non sono altro che inizi nuovi, dove avrò la possibilità e la forza di conoscere e di fare conoscenza, in quelle pagine nuove di un agenda che compongono “capitoli di tempo”!