Le spalle di qualcosa che sia meglio lasciar camminare…..

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Girovagando su internet, tra un social e l’ altro, cliccando su di un link, che velocemente mi trasporta da una pagina all’ altra, mi imbatto in un una foto cosi…bella, ed immagine piena di significato,almeno per me, in una giornata come quella di oggi, dove l’ inaspettato tempo, mi mette per l’ ennesima volta alla prova.

La osservo, mi ci soffermo e guardando la sensualità di questa foto, ci guardo del tempo, magari trascorso, conosciuto, dove la bellezza mi ha reso quel qualcosa in più che mancava alla mia personalità, dove aver vissuto tanta beltà, ha significato anche fare i conti con qualcosa di sconosciuto, che ha sfaccettato i miei equilibri, ed ha fatto mettere in discussione tutte le mie considerazioni sul viverSi in quel tempo presente, che vuoi o non vuoi, segna qualsiasi futuro, per tante ragioni inaspettate dove i rischi erano quelli vissuti, ma che poi divengono diversi quando ci vai a convivere e metabolizzarli.

Ecco perché mi viene in mente qualcosa come “Le spalle di qualcosa che sia meglio lasciar andare”. Ci denoto bellezza di qualcosa a cui sensibilmente tengo, come una donna dalle sue forme sinuose, ed elegante sensualità, che identifica quel tempo delle emozioni che solo universi cosi diversi da noi uomini possono creare, andando ad identificare la completezza di due esseri che tra sensazioni emotive, danno al tempo qualcosa di unico, che non tornerà più, se non che nella loro unione, non sempre compatibile o possibile, ed allora è meglio ….lasciarl(a)o andare quel determinato tempo!

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Pezzi di tempo che vanno…..

Era il tempo del motorino e delle prime ragazze da conoscere, era il tempo dei sabati pomeriggio fatti per esplorare il centro, mentre tra una risata e tanta voglia di vivere, si cercava carisma e moda per essere tra quelli giusti o magari un pò maldestri, ma che in fondo si distinguevano per i loro modo un pò sfacciati e mai maleducati, era il tempo delle lampade per essere sempre abbronzati, con i capelli lunghi si sostava davanti al Piper per far si che tutti ci si potesse conoscere, era quel tempo dell’ adolescenza Romana, dove la moda era anche quella di crescere tra cori allo stadio e guerre che non servivano a nessuno, se non che a noi stessi per farci capire che tutto era sbagliato, era il tempo degli esperimenti e coraggio per non tirarti mai indietro da nulla, ma che ti aiutavano a scegliere quale strade intraprendere….quei pezzi di tempo, che vivi con degli amici e persone con cui poi, ti ritrovi di anno in anno e di tempo in tempo, e se anche magari ti perdi di vista, perché le cose cambiano e la vita con loro, sai che loro sono pezzi di tempo che ogni volta rivedrai e saranno risate, racconti per dirci che alla fine siamo stati bravi e fortunati…poi arriva quel giorno che tra di noi ci si chiami, e ci si dica….”sai è un peccato ma non ce l’ ha fatta”, ed allora dispiaciuti ci si racchiude a parlare di quel pezzo di tempo che ogni volta sembra quasi spezzato da un amico in meno, ma da un legame che non sarà mai dissolto!

I capitoli…nel tempo

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Ed un altro anno mi saluta, quest’ anno come non mai, da giorni ho un immagine nitida e chiara da cosa è stato rappresentato questo tempo che come ogni volta sa identificarsi in cicli quotidiani fatti da ore e giorni, perché in fondo l’ uomo inventò il tempo per far si che sia eternamente perpetuo.

L’ agenda di questo tempo, anno, che per forza di cose devo identificare nel 2018, mi ha fatto accogliere e superare la soglia dei 50 anni, ho scoperto altri limiti razionale che ogni fisico e corpo porta con se, mi ha fatto mettere in discussione per l’ ennesima volta tutte le mie capacità professionali, mi ha fatto conoscere persone belle e brutte come ogni ciclo temporale prevede. Ho scoperto ancor di più una parte dei miei sentimenti e delle mie emozioni, grazie a chi ha fatto parte di questo 2018, mi ha donato l’ ennesima conferma su me stesso, che non rimpiange mai nulla di quello che è stato o vissuto, perché anche grazie a grandi errori su persone o altro, sono quello che sono, rimanendo semplicemente colui che non cambierà grazie  a ferite di altri.

Per concludere, dopo aver riflettuto per giorni su ogni qual volta si debba pronunciare la parola “fine”….questo fine anno come tutti gli anni che per ora ho vissuto e vivrò, non sono altro che inizi nuovi, dove avrò la possibilità e la forza di conoscere e di fare conoscenza, in quelle pagine nuove di un agenda che compongono “capitoli di tempo”!

Il giro di boa più importante….

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E si, oggi è la virata più importante e bella, è quella che senti di più nella pelle e nell’ anima. Tra i 40 e 50 anni, quasi non ne sei consapevole che ti stai godendo il massimo dell’energia che un corpo sa darti, identifichi meglio i limiti e cerchi equilibri costanti, commettendo anche grandi errori.

Poi a 51 anni, hai la piena consapevolezza che ora si fa sul serio, guardi un orizzonte temporaneo di almeno 10 anni, dove ancora darai il massimo come hai sempre fatto, dove acquisendo esperienza nella gente e  nelle persone che ti sei tenuto al fianco, quelle che hanno deciso o scelto di starti accanto. Sai che tutto da ora ha più sapore e meno superficialità, dove la leggerezza l’ hai tramutata in saggezza, e con selettiva scelta ti affianchi a qualcuno con odori buoni, piuttosto che falsi profumi che svaniscono non appena il loro spirito svela la loro pressapochezza.

Oggi, mi guardo indietro, ma brevemente, e cerco quel sorriso cosi nitido che mia madre sapeva mostrarmi, osservo tutto quello che lentamente ho costruito, e che a volte ho voluto, ed altre ho assorbito, guardo le migliore tracce del mio tempo nei miei figli, che sono il miglior miracolo che questa vita mi ha donato, e non per ultima ma forse Lei è, e sarà sempre colei che ha primeggiato nella mia vita, mia moglie Raniera, che incontrandola, ho incontrato la miglior  fortuna che ogni uomo potrebbe avere, l’ unica donna che è saputa starmi accanto finora, scegliendomi e accompagnandomi in questa meravigliosa avventura chiamata vita….non ci sarà un altra donna  che potrà starmi accanto come ha saputo fare Lei finora.

Per il resto mi godo e mi vivo questa giornata, nei suoi minuti di semplicità come quella di un tempo che finora in maniera semplice mi ha dato tutto questo, nel bene e nel male, e mi ha insegnato che il vento più bello sta sempre a Noi cercarlo o aspettarlo, Lui prima o poi arriva ed è pieno di emotiva emozione che accarezzandoti l’ anima ti saprà sempre far apprezzare tutto!

Fidarsi….

Che strana parola il fidarsi, in un verbo si racchiude tanto quanto un intero universo interiore per ognuno.

Si perché la fiducia per quanto si possa costruire di giorno in giorno ha un elemento iniziale che resta fondamentale e lo si scopre appena si inizia un rapporto che possa divenire una relazione, poiché stabiliamo che quel qualcuno sia interessante, ed allora come spunto iniziale ci fidiamo di chi come Noi resta attratto dalla curiosa conoscenza dell’ altro. Come si può non dare fiducia fin da subito, dove il tempo iniziale resta il migliore per conoscersi, per capirsi, per interpretarsi…dove la più leggera dell’ emozione è quella di soddisfare una curiosità che diventa una certezza, dove ci si racchiude in delle bolle di tempo che ci insegnano anche a conoscere meglio noi stessi.

Fidarsi in fondo è una bella parola, anche se al giorno d’ oggi dare e darsi fiducia è da coraggiosi, abbiamo sempre voglia di schermarci o di essere quello che non siamo, ed alla fine la mancanza di fiducia la diamo proprio a noi stessi, andando a precluderci delle ottime esperienze, lasciandoci poi andare in situazioni di estrema superficialità dove ogni forma di fiducia è una forma di errore prima per noi stessi poi per tutto quel tempo buttato via in chi credevamo possa essere diverso.

La vita sa insegnarci una cosa fondamentale…

“possiamo anche non fidarci della persona che amiamo, ma ameremo sempre la persona di cui ci fidiamo”

Chiedersi….ma con leggerezza

Basta poco, forse una parola, o magari un pensiero, che travisato e non trasmesso, cambia le cose, le regole comportamentali che si instaurano tra due persone che si stimano, si vogliono, si cercano, si desiderano….succede che qualcosa si distorce ed alcune prospettive dei propri punti vista creano congetture strane che non a caso divengono conferme di sensazioni che hanno portato al confine, al famoso punto di rottura tra persone che finora sapevano comunicare con quella giusta leggerezza che significava anche rispetto l’ uno per l’altro.

Spesso il chiedersi racchiude quelle strane forme comunicative che rendono emozioni, ed emotiva voglia di scoperta, non solo dell’ altro, ma forse  più di se stessi che grazie all’ altro e del tempo da voler trascorrere insieme.

Serve leggerezza nel farlo ma non superficialità, serve curiosità ma non invadenza, serve interesse senza giudizio altrui…ecco forse è tutto questo che due persone intelligenti e non solo attratte da uno scambio sessuale dovrebbe avere, almeno arrivate ad un età adulta, quando la voglia di scoperta oltre a quella del piacere che resta per certi versi primaria, sia unita ad un connubio intellettuale che rende entrambi…più….grandi ed anche più….adulti!

L’ eros ed il tacere….

Si è abili ad essere o mostrare, si è meno bravi a saper capire come il connubio chiamato piacere sia riservato ed unico.

Stamane ascoltando un dibattito sull’eros, mi ha colpito di quanto sia intenso il piacere dell’erotismo per goderne di sensazioni proprie, pet renderle uniche in quei silenzi che si compongono nella notte, piuttosto che in quel tempo proprio ed unico che solo con chi ami puoi creare.

Il tacersi di tale beltà significa anche un po percepirne l’essenza, quella bellissima forma sfaccettata di un emozione ogni volta unica che man mano nel tempo e con l’esperienza mi fa render conto di quanto sia importante saper tacere, senza mai raccontare o raccontarsi cosa si prova o si vive, anche in termine di sfogo di quel tempo così vivo che per ognuno ha significati diversi….

Tacere in questo caso, significa preservare, sapersi ascoltare per crescere dentro, in quell’intetiore forma chiamata emozione dove tutto diviene traccia futura per ascoltare meglio se stessi e far tesoro di ogni passato per far si che il futuro sia comunque curiosa scoperta!